Silvia Presazzi

Silvia Presazzi nasce a Treviso nel 1980.

Da sempre dimostra una predisposizione al disegno.

A tre, quattro anni osserva suo padre dipingere e lo segue nelle gite fuori porta in mezzo alla natura, con kayak, cavalletto e sgabello pieghevole, fra barconi decadenti e casolari abbandonati.

Fin dalla scuola materna dimostra curiosità per l’osservazione e la rappresentazione capovolgendo gli oggetti per provare a raffigurarli.

In prima media le viene chiesto di disegnare una locandina per uno spettacolo della scuola al Teatro Comunale ed è in quel periodo che troverà un’insegnante di musica e pianoforte che attraverso l’ascolto della musica classica darà spessore alla sua sensibilità poetica dedicando attenzione ai suoi giovani scritti.

Frequenta il liceo artistico e al quarto anno un professore, critico d’arte, le suggerisce la pubblicazione della raccolta di poesie con la quale esordisce nel 1999 “Trecce”, una raccolta di immagini battute a macchina fra i 17 e 18 anni sul letto di camera, nella chiave malinconica e piena di dignità del folklore latinoamericano.

Nel 2001 decide di fare una presentazione delle sue poesie (lettura e musica dal vivo) con il supporto di diversi musicisti e di un’attrice di teatro.

Nel frattempo esegue ritratti su commissione, non curandosi di salvarne delle foto.

Solo più tardi, con l’arrivo del computer, inizia a raccogliere dei lavori.

Pochi anni dopo, nel gennaio del 2003, pubblica il secondo libro di poesie “Sottovoce” sempre con le Edizioni del Leone.

Questa raccolta verrà interamente dedicata ad un amico, John Gibler, autore di molti degli scatti fotografici da cui Silvia prende i suoi soggetti e a cui la poesia e la rappresentazione grafica di Silvia il più delle volte attinge.

Attualmente Silvia prova a dedicarsi per la maggior parte del tempo al figurativo nel suo appartamento in un paesino in provincia di Treviso.

Dedica questo sito ai fratelli Piazza: Gino suo nonno (l’ultimo libro è un saggio sul dialetto veneto “Cussì i se ciamava”), una delle figure più influenti durante tutta l’infanzia e l’adolescenza di Silvia e Checco, Francesco Piazza pittore ed incisore (www.francescopiazza.it) a cui dedica una poesia su “Trecce”; discendenti a loro volta dai pittori Enrico e Ugo Fraschetti.


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